design low-cost

Piccola isola per la cucina

Da qualche mese ho voglia di rinnovamento in casa.

Tutto è partito da una pitturata ai muri di casa che mi ha portato a rivedere alcuni spazi e soprattutto a pensare come sistemare il bagno. Dopo 8 anni il mio mobile con il lavandino era un po’ rovinato e avevo voglia di dare una rinfrescata al bagno, troppo rosa per i miei gusti.

Così ho deciso di intraprendere un lavoro, non ancora finito, di miglioramento generale, e di cambiare completamente mobile e lavandino. E cosa meglio della mia isola della cucina per creare un bella zona con tutti i miei cosmetici e tanta luce?

RImettere le mani su quel mobile mi ha portato, però, un problema: come organizzare tutte le cose che prima erano nei cassetti e nelle ceste?

La cucina è tornata nella sua conformazione originale, con la colonna frigo trasformata in dispensa e la colonna forno completamente chiusa, grazie al nuovo microonde che sta sotto ai pensili. Quello che mi manca è una bella isola con tanti cassetti dove mettere tutto quello che ora è un po’ ammassato in giro, ma questo è un progetto che ha bisogno di qualcosa di strutturato e devo ancora capire come progettarlo.

Nel frattempo mi sono creata un piano di lavoro veloce e a basso costo con poche cose acquistate e qualcosa recuperato in casa.

Sono partita da una piccola libreria di Lidl, da 30€, da 4 gambe che avevo in casa e da un piano in legno tagliato su misura, preso in un brico.

Aggiungendo poi due piani aggiuntivi, tagliati da due mensole che avevo già in casa, tre scatole contenitore, sempre di Lidl, e dei contenitori Variera di Ikea, ho creato uno spazio dove mettere tutto quello che prima era nell’isola.

Il risultato è una piccola zona lavoro con dietro il vecchio tavolo che, per ora, sostituisce abbastanza bene quella di prima.

E il bagno? Quello è stato un lavoro più complesso, non ancora finito completamente, ma intanto ecco una piccola preview con il nuovo mobile.

Variazioni sul tema

Come sempre passano i mesi e sembra che qui non cambi nulla. Ma non sono stata con le mani in mano, ho solo molto meno tempo per seguire i miei progetti e quello che ho cominciato da un po’ di mesi è stato più difficile del previsto.

Avevo un’idea di partenza ben precisa. Ho cercato il piano e l’ho trovato da Emmaus.

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Ci ho messo molto tempo a togliere la vecchia vernice dal piano. Il mio sverniciatore bio non ha funzionato e provando con la carta vetrata mi sono ritrovata ricoperta di sottilissima polvere bianca senza avere particolari risultati. Ho deciso quindi di passare a uno sverniciatore più forte, non mi piaceva l’idea di respirare la polvere e soprattutto di faticare troppo.

Ho deciso di usare delle gambe di Ikea, le Borgfinn, che sono di legno grezzo o posso quindi colorare senza problemi.

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Inoltre hanno un dettaglio in metallo che si sposa bene con la mia idea di tavolo.

La vernice è la stessa del tavolino, un color crema che si abbina al parquet.

Per cambiare completamente l’angolo pranzo ho deciso di sostituire i miei 3 poster di Kandiskij con una idea trovata su un sito.

Ho stampato il disegno su cartoncino e ho acquistato 8 cornici in legno grezzo, che ho dipinto sempre con la vernice del tavolo per togliere il colore troppo giallino. Il quadtro è pronto, ma sarà appesa solo dopo che avrò finito il resto.

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Quando sarà tutto pronto? Appena ci sarà qualche giornata di sole potrò mettermi in terrazza a levigare il piano prima e a dare la vernice poi. Nel frattempo sto in casa e dipingo le gambe.

Progetti finiti, progetti attribuiti, progetti futuri

Finalmente ho finito il mio tavolino!

Sono partita dal un tavolino pagato 15€, con la vernice tutta scrostata, ma per il resto abbastanza in buono stato.

tavolino prima

Ho dovuto solo stuccare un paio di punti in cui l’impiallacciatura delle gambe si è staccato durante la sverniciatura.

Volevo qualcosa di abbastanza naturale, in modo da abbinarlo con i divani e il tappeto e, una volta sverniciato, ho fatto delle prove con delle vernici che avevo già a casa, ma il risultato non era quello che volevo.

Poi ho trovato una vernice color crema, che non copre completamente la venatura del legno e riprende il colore del parquet. Ho dovuto dare più mani per arrivare al risultato finale, ma alla fine è venuto proprio come volevo.

I piedini finali di circa 5cm era inchiodati e li ho tolti, così da ottenere un tavolino un po’ più basso, perfetto per appoggiare qualcosa quando si è sul divano.

Tavolino1
Tavolino2

Tavolino3
Ho provato anche a rifare il lampadario della cucina per portarlo sopra al tavolino, ma il risultato non mi ha soddisfatta molto, così sono passata a un nuovo progetto, in cui sto riciclando parti di una vecchia lampada e anche alcuni accessori per un binario per tenda. Mi mancano solo un paio di pezzi e poi comincerò ad assemblarlo.

Sulle foto c’è una novità. Ho deciso di mettere un watermark che riprende la scritta del logo, so che non sono foto professionali, ma sono sempre i miei progetti e mi piace che ci sia sempre l’attribuzione.

E a proposito di attribuzione ho avuto il piacere di una conversazione via mail con Valentina di miaIkea.com, un sito che, nello stile di Ikea Hacking, riprendere progetti che trasformano i mobili Ikea in qualcosa di più personale e che ha pubblicato un post sulla libreria a zig-zag originale.

Dopo aver letto il mio disclamer mi ha chiesto se il post andava bene o se volevo che facessero delle modifiche e questo mi ha fatto molto piacere, visto che spesso siti, anche di una grande diffusione, prendono e fanno proprie le idee degli altri, senza neppure avvisare.

E per ultimo ho creato un piccolo portfolio che riprendere quello che sono le mie collaborazioni, presenti e passate.

Per il futuro ci stiamo lavorando proprio in questi giorni.

Libreria a zig-zag

Non mi sono dimenticata di pubblicare il post sulla libreria, è che ho avuto qualche piccolo contrattempo dovuto al fatto che il biadesivo che ho usato per incollare (in maniera provvisoria) le mensole in verticale ha tenuto meno del previsto e mi è un po’ crollata la struttura.

Niente di grave, ma per sistemarla bene ho dovuto fare un giro aggiuntivo all’Ikea per ricomprare un paio di LACK.

E per fissare meglio le mensole in verticale mi sono affidata a squadrette e viti.

Ecco la mia nuova libreria in ingresso, con Cleo guest star in posa per la foto.

Ho avuto qualche dubbio sulla categoria in cui metterla, Ikea Hacking o Design Low Cost?

Tutte le mensole sono Ikea, ma l’ispirazione mi è venuta guardando alcune foto online, che poi ho pubblicato sul mio pinterest, quindi va nella seconda.

Con questa libreria ho provato le sfumature di colore.

I libri non sono più classificati per genere o per autore, ma solo per il colore della loro copertina.

Ovviamente sono solo una piccola parte di quelli che ho in casa, che, nella maggior parte dei casi hanno una copertina nera, ho provato la colonna bianco e nero per vedere come venivano, blu o rossa. Credo che distribuirò quei libri a blocchi di colore.

L’idea finale è non avere più una libreria grande e piena di libri, ma tanti volumi distribuiti per casa a completare l’arredamento.

La libreria ha cambiato posto! Guarda la mia nuova libreria a zig-zag.

Il lampadario del bagno

Questo lampadario è un mash-up.

Dopo aver letto il post sul lampadario di barattoli, ho cominciato a conservare i vasetti della passata che acquisto con il GAS (quella di Rob del Bosco Scuro, buonissima tra l’altro).

Di questi mi piace la forma molto regolare e una volta finito il pomodoro ho lavato i barattoli e li ho messi in un scatolone, uno dei tanti che ci sono nello studio.

L’idea del lampadario invece mi è venuta quando sono andata a Parigi l’ultima volta. Vicino all’albergo c’era un negozio di design che esponeva Milk, il lampadario di Droog. E ho pensato “perché non unire le due cose?”.

Mi mancava solo l’ultima cosa: come fare a appenderlo al soffitto.

E qui mi ha aiutato la cucina di Luigina. Cercavamo un modo per illuminare bene il tavolo e il resto della cucina e il binario SÄNDA è stata la soluzione perfetta perché permette di aggiungere qualsiasi lampadario grazie a un adattatore di tensione. Lei ha aggiunto tre lampadario sul tavolo e un paio di faretti e ha risolto.

Io ho comprato due binari, dei connettori flessibili, e 6 adattatori. Ho poi usato un rotolo di cavo bipolare da 0,75, 6 porta lampada e 6 lampadine  a led, sempre di Ikea, della serie LEDARE (non le trovo sul catalogo online, sono come questa ma tonde).

Ho pulito bene i vasetti, ho forato i tappi con la punta a tazza, ho collegato i cavi agli adattatori, ho avvitato i portalampada sui tappi e ho inserito le lampadine.

Ho fissato i binari al soffitto, a formare una U e, per nascondere i cavi, ho aggiunto una canalina centrale. Ho fissato le lampade e ecco il mio lampadario di barattoli.

Lampadario di design

Per trovare ispirazione seguo siti e blog ecologisti, di riciclo e di fai da te. Ho trovato in Instructables una fonte di ispirazione, in questo caso per un lampadario.

Non conoscevo il lampadario di design originario a cui si è ispirato l’utente per creare la sua versione. Mi è piaciuta molto la versione reinterpretata e ho voluto provare a farne una versione da mettere in cucina.

Ho avuto qualche problema a trovare il materiale, ho girato un po’ e ho adattato quello che ho trovato.

Inoltre per avere una lampada a basso consumo ho deciso di utilizzare delle lampadine a led, le parathom della osram, che sono state il materiale con il costo maggiore. Non conoscendo il rendimento delle lampadine mi sono accorta, una volta provate le 5 iniziali, che mi servivano almeno un paio di fili in più per avere abbastanza luce.

Una lampadina consuma 3 watt, con 7 lampadine si illumina una stanza con  21 watt. Il costo iniziale viene ammortizzato da un consumo minimo e quindi da un elevato risparmio energetico.

Anche trovare il cavo elettrico rosso non è stato facile, alla fine ho trovato un avvolgicavo con 25 metri di cavo al brico.

Il supporto per fissare la lampada al muro fa, invece, parte di una vecchia lampada. aveva 4 fori, ne ho fatti altri 3 per far passare tutti i cavi.

Impossibile trovare dei portalampada argentati, così li ho presi bianchi e li ho dipinti. Per evitare stacchi ho dipinto anche la base delle lampadine. Trovare l’anello che tiene i cavi è stato più difficile. Alla fine ho risolto con un pezzo di un portachiavi.

Il risultato è questo

Per riuscire ad illuminare la stanza e nello stesso tempo non avere una luce troppo fredda ho alternato lampadine a luce fredda e a luce calda sfruttando l’effetto dato dai led visibili all’interno della lampada.

libreria verticale

Sempre prendendo spunto da un oggetto di design e seguendo le istruzioni di un giornale di fai da te ho realizzato una libreria verticale, in cui i libri danno l’impressione di essere impilati uno sull’altro. Questo è stato il primo progetto a cui ho lavorato, circa un anno e mezzo fa, ed è stato dopo averlo finito che mi sono resa conto che mi piaceva fare cose di questo genere.

Ho utilizzato dei pezzi di legno grezzo comprati al brico, dei supporti ad L e dei piani di plexiglass, tagliati a misura.

Per primo ho colorato le assi, prima ho passato del primer, poi del mordente.

Per la base ho usato delle assi di legno che ho incollato tra di loro fino ad avere lo spessore adatto. Poi ho fissato la trave verticale.

Ho segnato il riferimento per i piani, ho avvitato un supporto ad L, ho incollato il piano in plexiglass con del mastice trasparente, ho incollato il secondo supporto ad L sul piano ed ho avvitato, così per ogni piano.

Dopo qualche mese mio fratello mi ne ha fatta una versione in alluminio, che abbiamo progettato insieme. Lui ha tagliato i pezzi e li ha saldati e il risultato è stato questo.

Ho riciclato la libreria un giorno che cercavo qualcosa da mettere in bagno per renderlo un po’ meno “grigio”.

stazione di ricarica

L’idea mi è venuta guardando un oggetto di design e successivamente un articolo su un giornale di fai da te.

Per la stazione di ricarica ho utilizzato un cestino per la carta Ikea fniss, trasparente, una ciabatta compatta con cavo e spina da 16V, un portalampadina con cavo con interruttore e spina, un sottovaso con il diametro adatto a chiudere il cestino.

Ho segato la parte superiore del cestino togliendo un anello. Con il trapano ho bucato la parte inferiore, vicino al fondo per permette di far passare il cavo elettrico.

Ho inserito la ciabatta, che ha un lunghezza pari al diametro del fondo, fatto passare il cavo elettrico e unita la spina.

Ho inserito il portalampada arrotolando il filo all’interno del cestino

Ho praticato dei fori a distanza uniforme sul bordo del sottovaso e l’o dipinto di bianco con una bomboletta spray.

I fori servono a far passare il cavo del caricabatterie, la lampadina permette di utilizzare la stazione anche come lampada da tavolo.

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