Il lampadario del bagno

Questo lampadario è un mash-up.

Dopo aver letto il post sul lampadario di barattoli, ho cominciato a conservare i vasetti della passata che acquisto con il GAS (quella di Rob del Bosco Scuro, buonissima tra l’altro).

Di questi mi piace la forma molto regolare e una volta finito il pomodoro ho lavato i barattoli e li ho messi in un scatolone, uno dei tanti che ci sono nello studio.

L’idea del lampadario invece mi è venuta quando sono andata a Parigi l’ultima volta. Vicino all’albergo c’era un negozio di design che esponeva Milk, il lampadario di Droog. E ho pensato “perché non unire le due cose?”.

Mi mancava solo l’ultima cosa: come fare a appenderlo al soffitto.

E qui mi ha aiutato la cucina di Luigina. Cercavamo un modo per illuminare bene il tavolo e il resto della cucina e il binario SÄNDA è stata la soluzione perfetta perché permette di aggiungere qualsiasi lampadario grazie a un adattatore di tensione. Lei ha aggiunto tre lampadario sul tavolo e un paio di faretti e ha risolto.

Io ho comprato due binari, dei connettori flessibili, e 6 adattatori. Ho poi usato un rotolo di cavo bipolare da 0,75, 6 porta lampada e 6 lampadine  a led, sempre di Ikea, della serie LEDARE (non le trovo sul catalogo online, sono come questa ma tonde).

Ho pulito bene i vasetti, ho forato i tappi con la punta a tazza, ho collegato i cavi agli adattatori, ho avvitato i portalampada sui tappi e ho inserito le lampadine.

Ho fissato i binari al soffitto, a formare una U e, per nascondere i cavi, ho aggiunto una canalina centrale. Ho fissato le lampade e ecco il mio lampadario di barattoli.

 

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